Nati pensanti e per essere liberi di farlo

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Nati pensanti e per essere liberi di pensare

mercoledì 2 novembre 2011

Andrea, da dietro lo zaino. Irrimediabilmente impertinente - di Mariaserena

scattata in classe, a mia insaputa

Andrea, da dietro lo zaino, seduto al suo banco, l'ultimo della fila centrale, faceva solo intravedere un paio di occhi quasi azzurri che ti scrutavano, stretti a fessura, come se fossi un nemico da colpire. Una frangia disordinata spioveva su quegli occhi impertinenti.
Non un cecchino, ma certamente un tiratore scelto; attento a cogliere non solo il momento opportuno per farsi i fatti suoi, ma anche il momento di stanchezza, il lapsus, la svista del prof.
Allora lui colpiva, pestifero e con gli occhi ironici che ti dicevano: beccati questa. E faceva la battuta destabilizzante.
Spesso ho pensato; perchè spreca il suo tempo a giocare e a sfidare la scuola?
I professori di area tecnico-scientifica dicevano che era uno intuitivo e sveglio anche se studiava il minimo. Io pensavo innervosita che la letteratura è studio paziente e maturazione di sè; e che l'intuizione non basta.
E correggevo i suoi temi, brevi e senza errori di ortografia, ma tirati via di corsa e svolti per pura necessità.
Ce l'ho il sei, vero? diceva senza nessun pudore.
Come potevamo andare d'accordo?
Ma è successo. Oltre vent’anni dopo.


1 commento:

  1. Da specificare che questo è un altro Andrea e non quello del post precedente!

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